La nuova sede del museo di Arte Contemporanea di Panama occuperà parte di un’area precedentemente destinata a un vasto progetto immobiliare abortito, il lotto è quindi già scavato per circa sei metri in profondità e vi è già presente una fondazione a platea.
Il bando richiedeva di sfruttare queste condizioni di partenza per alloggiare un ampio programma funzionale comprendente spazi espositivi per quasi 1500 metri quadrati, laboratori, sale eventi, uffici e dieci negozi autonomi, oltre a un parcheggio da circa 90 posti.
Il concetto architettonico da noi proposto si basa su una tessitura di triangoli rettangoli isosceli, di passo 7,1 metri, che si estende su tutta la superficie edificabile. Dalla griglia in pianta si sviluppa una selva di prismi cavi e ciechi alti 10,6 metri slittati verso l’alto alternativamente a varie altezze. Malgrado il colpo d’occhio geometricamente rigoroso, refrattario e materico come una formazione basaltica, l’edificio è concepito per essere estremamente poroso. Al piano terra il sollevamento dei moduli spalanca continui passaggi che ingurgitano lo spazio pubblico circostante. Ai piani superiori gli spazi espositivi, articolati dalla modularità triangolare, sono inondati di luce naturale dai lucernari a disegno concentrico che coronano ogni prisma, e affacciano episodicamente su patii verdi invisibili dall’esterno. Il complesso si sviluppa attorno ad un vuoto centrale lasciando agli spazi commerciali gli affacci su strada e raccogliendo le funzioni culturali nel pianterreno della corte, le gallerie espositive si sviluppano nei due piani superiori coronati dalla caffetteria che si affaccia verso il mare sovrastando il quartiere popolare di Boca de Caja.


